Struttura del corso: quattro incontri a cadenza stagionale.

Durata di ogni modulo: sabato pomeriggio dalle 15.30 alle 19 – Domenica mattina dalle 9.30 alle 13.00.

I quattro moduli del corso saranno condotti da Marisa di Paoli e Valeria di Paoli per la parte botanica e di osservazione fenomenologia, Anna Fugazza per la parte artistica.

PRIMO INCONTRO 12 – 13 OTTOBRE 2019

AUTUNNO – LE OMBRELLIFERE

Il mese di settembre, con la sua luce dorata e incidente e con l’aria divenuta più frizzante, dà inizio alla stagione autunnale che pervade tutta la natura risvegliandola dal torpore estivo e donando alla Terra ritmi ed esperienze nuove. L’aria è cambiata e questo cambiamento aereo darà luogo a manifestazioni diverse nella natura. Le piante, in cui l’azione dell’elemento aereo è più evidente sono le Ombrellifere dove in alcuni casi l’azione dell’elemento aria cala fino alla radice scavando cavità, in altri resta in superficie donando foglie filiformi. Queste manifestazioni sono talmente evidenti da farle considerare piante dell’aeriforme poiché hanno con l’aria lo stesso rapporto che ha un ombrello che va per aria ad ogni folata di forte vento. In altre famiglie, come nelle Equisetacee, questa attitudine si esprimerà con la formazione di cauli cavi, mentre l’azione della luce sarà evidenziata dall’elevato contenuto di Silicio presente nelle ceneri ottenute dalla pianta esausta. La silice è il costituente principale del cristallo di Rocca, cristallo che nella sua trasparenza e limpidezza, racchiude le forze della luce che si concretizzano in forma cristallina. Esercitando una attenta osservazione fenomenologica ci avvicineremo così al mondo delle piante per comprendere come esse possono interagire con l’essere umano e come possano aiutarci nel risanamento di disequilibri legati all’elemento ARIA: l’aria si esprime nell’Anice, nel Finocchio, nel Cumino, risuona con il meteorismo sulfureo della pancia dell’uomo, oppure la luce e l’aria concretizzate nella Silice dell’Equiseto fanno da vaglio nell’eliminare i cataboliti urinari, come fa un setaccio, che ventilato all’aria riesce a separare i semi buoni dai cattivi.

SECONDO INCONTRO 18 – 19 GENNAIO 2020

INVERNO – LE MUCILLAGINOSE

Nell’atmosfera invernale, le forze di vita si sono ritirate sotto la coltre nevosa, le forze eteriche delle ceneri, derivate dalle foglie e dai semi caduti in autunno, hanno pervaso la superficie terrestre sciogliendosi in essa. All’interno della terra queste forze sono rimaste mobili, morbide, fluide, duttili e concentrate come la goccia che si forma da perle di mercurio di un termometro rotto che saltellano e si ricongiungono su una superficie. Queste forze concentrate e silenti si mantengono pronte a rispondere ai ritmi cosmici della Luna e del Sole. Tutta la natura è racchiusa, concentrata, in attesa dell’espansione nel respiro di crescita primaverile. Le piante in cui questo fenomeno risulta più evidente sono le piante mucillaginose dove la vita continua ad esprimersi in tutta la pianta e non si è ancora strutturata e indurita in legno o in sedimenti salini o metallici. Nelle piante che presentano lignificazione, questo respiro di vita permane soltanto nei tessuti meristematici di gemme e radici. Il legame fra l’elemento TERRA e la VITA è strettamente legato alla duttilità, al non indurimento, al respiro terrestre che risuona con il respiro umano così come risuonano le piante mucillaginose, fluidificanti ed espettoranti. Petasites, Enula, Tussilago, attraverso la fluidità delle mucillagini presenti sì specchiano nella ritmicità e fluidità del respiro. Osserveremo come l’Ortica, o la Scorodonia, piante in cui l’elemento Terra si è concretizzato in un elevato contenuto in Ferro, presente tra i loro principi attivi, interagiscono con la respirazione dell’uomo e della foglia esprimendosi nell’ossigenazione sanguigna e nella fotosintesi clorofilliana.

TERZO INCONTRO 28 – 29 MARZO 2020

PRIMAVERA – LE COMPOSITE

Con l’avvento della primavera tutta la TERRA rimasta concentrata nella sua duttilità interiorizzata, tutte le forze restate silenti e a riposo durante la stagione invernale, si risvegliano e divengono attive, turgide di ACQUA, mobili e libere di sciogliersi nel respiro cosmico. L’ACQUA elemento meraviglioso in grado di disciogliere un sale (TERRA) e di farlo comunicare e reagire con il resto del mondo, racchiude ed esprime tutto il fenomeno del chimismo della natura. Chimismo che ritroveremo nel mondo delle Composite dove si esprimerà nella formazione di lattice nel Tarassaco in cui l’azione dell’elemento acqua è molto presente, o nella formazione delle spine nel Cardo, dove l’azione dell’elemento acqua è poca. Lo stesso fenomeno lo riconosceremo nel fegato dell’uomo che reagirà e si strutturerà, alla presenza o meno dell’elemento acquoso, come le composite. Osserveremo la relazione fenomenica del chimismo fra Celidonia, Pomodoro e Fragaria con la formazione della bile e il funzionamento della cistifellea. Interiorizzeremo e sperimenteremo come le reazioni chimiche che avvengono in questi organi si relazionano con l’elemento ACQUA come avviene nel resto della natura.

QUARTO INCONTRO 20 – 21 GIUGNO 2020

ESTATE – LE LABIATE

Siamo in estate, circondati, vaporizzati da una cappa infuocata, dove il semplice pensare, concentrarsi in una attività qualsiasi diventa difficile. La natura è immobile, riarsa e ripetitiva come il frinire di una cicala che tenta d’innalzarsi verso la cappa di calore. Le piante si sono espresse durante tutto l’arco dell’anno secondo la loro natura, ma le Labiate, piante di calore e quelle produttrici di olii grassi, riescono ancora a interagire con questo elemento. Le prime, piante aromatiche, pervadono e innalzano il loro canto nel caldo del Sole con oli essenziali profumati, le seconde si appropriano del calore immagazzinandolo nell’olio grasso. Anche l’uomo, in estate è più propenso ad instaurare rapporti di calore, ad essere aperto verso il calore del cuore, verso la natura andando al mare o facendo festa insieme agli altri, cercando e creando rapporti nuovi. A volte, esagerando in questo desiderio d’espansione, si ritrova fuori ritmo rischiando di bruciarsi ed esaurirsi come gran parte del resto della natura. Osserveremo come l’uomo mantiene costante e in omeostasi la temperatura corporea per mezzo del battito cardiaco, costante, ritmico, ed analizzeremo l’interazione della Primula, del Biancospino, dello Strofanto, della Digitale con questa ritmicità del calore del cuore.

Durante questi incontri è prevista un’elaborazione artistica dei temi trattati attraverso tecniche grafiche, pittoriche, plastiche. Le esperienze proposte sono di facile esecuzione e accessibili a tutti anche senza alcuna preparazione.

Contributo di partecipazione: da definire in base al numero dei partecipanti. (Torna a visitare l’articolo a settembre oppure scrivici una email a settegradini@gmail.com

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